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Allarme piccioni, inadeguate le misure della giunta

Continua a Terni l’invasione dei piccioni che in alcune zone del centro, ma anche della immediata periferia provocano disagi notevolissimi ai cittadini soprattutto sotto il profilo dei pericoli per la salute pubblica.

Inadeguate si sono rivelate le misure prese dalla giunta di sinistra che ha governato Terni per ben 10 anni. Attraverso una delibera, di fatto la responsabilità, come al solito, è stata fatta ricadere sui cittadini, ai quali si appongono una serie di divieti: pena multe. Il Comune di Terni non sa fare altro: multe.
Il problema invece dovrebbe essere affrontato con provvedimenti adeguati come si verifica in altre città. Afflitte dallo stesso problema. Per contenere l’elevatissima capacità riproduttiva dei piccioni, studi recenti hanno portato alla realizzazione di anticoncezionali pensati appositamente per loro.

Il professor Suss, direttore dell’ Istituto di entomologia agraria, afferma: “Non solo sporcano e proliferano indiscriminatamente, ma sono anche potenziali vettori di malattie. Come la salmonellosi, e il pericoloso “Lyme desease”, una sindrome poco conosciuta in Italia, ma della quale molto si parla in America per le sue gravi, progressive e irreversibili conseguenze a livello articolare, cardiaco e cerebrale.

La malattia si trasmette attraverso un microrganismo, la “borrelia”, che penetra nel sangue dell’ uomo attraverso il morso delle zecche “argasidi”, parassiti degli uccelli e in modo particolare dei colombi: diverse dalle zecche “ixodes”, che sono quelle dei cani. In molte case milanesi le zecche argasidi hanno fatto il loro ingresso. Provengono dai sottotetti, dove spesso i colombi si rifugiano; da li’ , attraverso le finestre, penetrano in casa. E aggrediscono l’ uomo.
Non tutte per fortuna sono portatrici di “borrelia”: ma il pericolo esiste, soprattutto se sono rimaste annidate tra le piume di un piccione malato.

Bisognerebbe prendere serie misure contro i piccioni, ma nessuno se ne vuole assumere la responsabilita’ “. La malattia, che puo’ comparire fino a un mese dopo la puntura, si manifesta spesso, ma non sempre, con macchie cutanee non pruriginose, che si spostano lungo il corpo, con febbriciattole, dolori muscolari e articolari, mal di testa, stanchezza. Se non viene curata, puo’ degenerare in meningite linfocitaria, artrite cronica e gravi manifestazioni neurologiche (encefalomieliti, polineuriti, sordita’ ).

In America il Lyme desease, cosi’ chiamato dalla localita’ del Connecticut in cui si manifesto’ per la prima volta su un gruppo di ragazzini portati dalla scuola a fare una “full immersion” nella natura, è oggi molto conosciuto, grazie anche a un battage dei media che hanno sensibilizzato adulti e ragazzi ai pericoli che si annidano nei boschi e nell’erba alta dove generalmente queste zecche si trovano. In Italia si valuta che l’ infezione colpisca 17 persone ogni 100.000 abitanti.

fonte: Ternimagazine

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