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Raccolta autorizzata

La posizione del colombo urbano risulta a tutt’oggi non chiara, in quanto non esiste nessuna norma precisa che ne classifichi correttamente lo status giuridico. Le colonie di piccioni si reggono quanto ad alimentazione, ricovero e riproduzione, proprio sulle comunità umane cittadine, verso cui addirittura acquistano una consuetudo reverendi che li spinge, se allontanati, a farvi ritorno, per cui è possibile sostenere l’esistenza di un addomesticamento di “genere”.

Esistono tuttavia leggi, pareri, ordinanze e sentenze che stabiliscono alcuni principi riguardanti questa specie:
  • La Legge 11 febbraio 1992 n .157 “ Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, viene applicata alla fauna selvatica, l’art. 19 prevede la concreta possibilità di adottare metodi di controllo efficaci ai fini della tutela del patrimonio zootecnico, per motivazioni sanitarie, per la tutela del patrimonio artistico, per la difesa delle specie selvatiche. Il consolidato parere tecnico scientifico considera il piccione domestico Columba Livia variante domestica non appartenete alla fauna selvatica e dunque non soggetto alla suddetta normativa.
  • Il Pretore di Cremona che con sentenza n. 83/88 del 18 gennaio 1988 opera una distinzione fra il piccione selvatico, torraiolo, colombo urbano e domestico. Si sancisce la “domesticità” del Colombo di città e la possibilità di assoggettarlo alle normative igienico-sanitarie relative ai domestici.
  • Parere ufficiale n. 364 del 16.01.03 dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica di Ozzano Emilia (BO), organo tecnico scientifico della Presidenza del Consiglio dei Ministri “si ritiene che la posizione sistematica, ecologica e legale dei cospetti piccioni di città sia quella di specie non appartenente alla fauna selvatica. Si tratta infatti di popolazioni la cui origine deve essere ricondotta a forme domestiche del colombo selvatico (Columba Livia forma domestica).
  • Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 “ Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, che con l’art. 50 e 54 sancisce le competenze del Sindaco, in caso di emergenze contingibili sanitarie o di igiene pubblica ad assumere con ordinanza le misure per prevenire ed eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini.
I soggetti titolari di intervento in materia sono:
  • Per le aree extraurbane ed agricole la competenza riguarda la Provincia, che interviene mediante possibili piani di abbattimento attuati dalle guardie venatorie e da personale munito di licenza per l’esercizio venatorio, nonché guardie forestali e comunali;
  • Nei centri urbani il Sindaco, se vi sono contingibili motivazioni di pericolo per l’ igiene pubblica, il quale può autorizzare con ordinanza la raccolta mediante strumenti incruenti. L'intervento di raccolta, per quanto riguarda la (Columba Livia forma domestica), è autorizzato dalle Amministrazioni Comunali e viene attuato esclusivamente mediante strumenti non invasivi ed incruenti.

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